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Braia: parte delle risorse per Matera 2019 su tutela paesaggio e connettività

 Dopo i 20 milioni di euro per finanziare la legge 771/86 ed i 2 milioni di euro per la deroga ai vincoli su assunzione di personale, l’On. Maria Antezza merita una menzione perché in sede di approvazione finale della legge di stabilità propone e fa approvare anche un ODG che impegna il Governo ad aggiungere ulteriori risorse su Matera-Basilicata, Capitale Europea della Cultura 2019.
Da cittadino materano e soprattutto da rappresentante del governo regionale di un settore strategico come l’Agricoltura, forse è arrivato il momento di proporre alla Fondazione Matera-Basilicata 2019 la costituzione di una tavolo di lavoro permanente composto dai rappresentanti politici ed istituzionali di vari settori con l’obiettivo di mettere a sistema e condividere le progettualità esistenti ed in itinere e concertare l’attuazione delle azioni, comprese quelle di promozione, comunicazione e marketing da mettere in campo. Attraverso la grande opportunità che sarà Matera 2019 dobbiamo poter massimizzare il coinvolgimento di tutti i 131 comuni della regione e di tutti i settori produttivi, a partire proprio da quello dell’Agricoltura che rappresento e che tanto può sia dare che ricevere per il bene delle comunità.
Coordinare le azioni significa anche partecipare nella definizione di come queste ingenti risorse saranno prioritariamente investite.
Ritengo ad esempio, che una delle priorità sia investirne una parte per completare le urbanizzazioni necessarie a partire da quella che più qualificherebbe e tutelerebbe la bellezza di questa città esaltandone la straordinaria millenaria storia e cioè l’eliminazione integrale delle antenne tradizionali e paraboliche dai Rioni Sassi (come previsto tra l’altro dal Regolamento di Arredo Urbano).
Un tema sul quale il dibattito è aperto da anni con Odg in Consiglio Comunale e su cui l’amministrazione oggi penso che possa e debba concretamente operare.

E’ arrivato il momento di fare un progetto di finanza che coinvolga gli operatori, per la realizzazione dell’infrastruttura di ultimo miglio che consenta di portare negli oltre 3000 edifici di cui si compongono la tecnologia oggi più avanzata in grado di connetterci proiettando la nostra storia direttamente nel futuro.

Portare la connessione in banda ultra larga permetterebbe di avere accesso a dati, informazioni e immagini da ogni edificio pubblico e privato da obbligare alla connessione attraverso l’erogazione di un contributo supplementare.
Matera diventerebbe così il primo centro storico in Italia libero al 100% dall’inquinamento elettromagnetico, quindi contemporaneamente senza antenne e parabole ma totalmente connesso al mondo.

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