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BRAIA: STRATEGIE DI VALORIZZAZIONE DELL’OLIO EXTRAVERGINE LUCANO

L’assessore regionale alle Politiche agricole ha ricordato che la recente normativa approvata dalla Regione Basilicata è tesa a modernizzare un comparto strategico che si intende ulteriormente rilanciare e valorizzare

AGR Il Panel di assaggiatori oli della Regione Basilicata ha effettuato nei giorni scorsi, presso i laboratori della Metapontum Agrobios, una prima scrematura degli oli extravergini di oliva che entreranno a far parte della prestigiosa guida oli extravergini d’oliva italiani del Gambero Rosso.

Gli oli d’oliva lucani esaminati sono: Cantine del Notaio di Ripacandida, Filomena Carriero di Montescaglioso, Cooperatva Exodus di Tursi, Santa Lucia di Montalbano Jonico, Luciano Pepe di Albano di Lucania, Frantoio Ferrara di Scanzano Jonico, Sapori Lucani di Stigliano, Oleificio Trisaia di Rotondella, Frantoio Oleario Biscione di Cancellara, Vincenzo Marvulli di Matera, La Majatica di San Mauro Forte, Donna Tina di Stigliano, F.lli Quarto di Matera, Masseria Gargaleo – Pitrelli di Nova Siri, Azienda agricola Leopoldo Morea di Irsina, L’uliveto di Marco Montemurro, L’olio dei Sassi di Matera. La scelta definitiva che attesterà la presenza degli oli extravergine d’oliva di Basilicata nella guida si svolgerà a Roma alla presenza degli assaggiatori del Gambero Rosso e di alcuni assaggiatori del Panel lucano.

Nella mattinata della selezione, parallelamente, si è tenuto un seminario di perfezionamento, marketing e degustazione degli oli d’oliva organizzato dal Dipartimento regionale Politiche agricole e forestali e dall’Alsia-Agrobios e tenuto da Giulio Scatolini, presidente della giuria alla finale di Roma degli oli del Gambero Rosso e dei più importanti corsi nazionali e internazionali di settore tra cui il Concorso Ercole Olivario, il Premio internazionale Biol e il Concorso internazionale Sol D’oro.

Al termine del seminario tecnico, oltre all’assaggio degli oli extravergini lucani, sono stati degustati i prodotti del territorio offerti dalle aziende Nicola Suriano di Rotondella (fragole e peperoni cruschi), Cooperativa Exodus di Tursi (calzoni di carne, verdura e patate), Di Gilio di Ferrandina (Caciocavallo podolico), Marzia Ferrara di Scanzano (pettole), Antonio Racioppi (Grottino di Roccanova), Masseria Gargaleo – Pitrelli di Nova Siri (ortaggi Bio a km zero).

Nel salutare i tecnici e gli imprenditori presenti, l’assessore regionale alle Politiche agricole Luca Braia ha ricordato che la recente normativa approvata dalla Regione Basilicata è tesa a modernizzare un comparto strategico che si intende ulteriormente rilanciare e valorizzare.

“Una Basilicata che con i suoi prodotti è sempre più sotto i riflettori. Il panel e la selezione degli oli lucani che entreranno nella prestigiosa pubblicazione nazionale che è la Guida del Gambero rosso è un altro passaggio importante per far conoscere la qualità del settore agroalimentare. E’ allo studio del Dipartimento e dell’Alsia – ha detto in conclusione del suo intervento l’Assessore Braia – il marchio di certificazione per l’olio lucano finalizzato all’ottenimento della Igp. Nel disciplinare, che sarà condiviso con le organizzazioni professionali agricole del comparto, saranno tenute in conto tutte le peculiarità delle aree olivicole e delle varietà autoctone. La Regione intende promuovere per il futuro manifestazioni alle azioni di marketing, a partire dalle fiere specializzate, per arrivare al Premio regionale Olivarum, manifestazione oramai storica che sta per giungere alla XV edizione. Ho dato mandato agli Uffici dipartimentali di realizzare una carta degli oli extravergini lucani che reputo oramai essenziale in una Basilicata che vede sempre più crescere i numeri del turismo e che tutti i ristoranti e gli esercizi commerciali possano così presentare ai loro clienti rendendo riconoscibile ovunque la tipicità e il gusto lucano. Il marketing e la commercializzazione di prodotti che devono essere capaci di raccontare il nostro territorio e conquistare il palato partendo dalla qualità che li contraddistingue, sono quanto mai strategici per l’olivicoltura lucana ”

BAS 05

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