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Ddl Consorzi bonifica, Braia audito in terza Commissione

L’assessore ha parlato del disegno di legge che disciplina, tra l’altro, le modalità dell’intervento pubblico per l’irrigazione, la difesa e la valorizzazione del territorio rurale

(ACR) – La terza Commissione presieduta da Francesco Pietrantuono (Psi) ha audito l’assessore alle politiche agricole e forestali Luca Braia in merito alla nuova disciplina in materia di bonifica integrale, irrigazione e tutela del territorio.

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“La storia dei Consorzi –ha detto Braia – ci consegna un quadro non del tutto positivo dal punto di vista contabile, di qui la necessità di cambiare la governance.  Ai fini della pianificazione, realizzazione e gestione della bonifica, dell’irrigazione e della tutela e valorizzazione del territorio rurale, l’intero territorio regionale costituisce un unico comprensorio, sul quale è istituito un unico Consorzio di bonifica denominato ‘Consorzio di bonifica della Basilicata’. Un’unica organizzazione con capacità di mutuo soccorso tra i vari territori consente di abbattere sensibilmente i costi e di conseguire una maggiore dinamicità sia in termini di interventi che di qualità dei servizi offerti  proprio perché le funzioni non sono più solo quelle legate ad attività di manutenzione dei canali ma anche  quelle relative al dissesto idrogeologico. L’unico Consorzio – ha continuato l’assessore – assicura una gestione funzionale ed economica ottimale in quanto Consorzi piccoli di piccole dimensioni su comprensori disomogenei e distanti tra loro, per assicurare una organizzazione efficiente, avrebbero bisogno di organizzazioni complesse ed onerose che, come l’esperienza insegna, finiscono per gravare oltremodo sia sui consorziati e sia sullo stesso bilancio regionale chiamato sistematicamente a contribuire”.

“C’è l’esigenza – ha detto Braia – di legare l’attività dei consorzi alle politiche regionali e con il disegno di legge la regione prova ad indicare il governo del consorzio  con una revisione della spesa ed una riorganizzazione funzionale, facendosi carico di nominare la guida  e approvando i piani triennali. Proviamo cioè a costruire un nuovo governo che parta da zero perché la relazione tra agricoltura efficiente e consorzio inefficiente è pericolosa. Condivido  l’azione messa in campo dal commissario straordinario dei Consorzi di bonifica Musacchio, azione che prelude a quanto contenuto nel testo di legge approntato dal dipartimento”.

Braia ha poi parlato “di criticità strutturali per quanto riguarda i Consorzi e di costi di irrigazione elevati a carico delle imprese agricole. Tali costi – ha precisato – potrebbero essere ridotti concentrando il personale tecnico-amministrativo in un’unica struttura: abbassando i costi di esercizio si ridurrebbero quelli a carico del mondo agricolo. I problemi sono tanti,  il reticolo dei canali è lungo circa 1700 chilometri ed è obsoleto. Fondamentale internalizzare una serie di attività  di manutenzione del reticolo dei canali  per un risparmio economico e recuperare così efficienza anche per abbattere le tasse sulla risorsa idrica a carico degli agricoltori. La Regione intende  quindi promuovere ed organizzare l’attività di bonifica integrale e di irrigazione quali azioni di interesse pubblico finalizzate a garantire la sicurezza idraulica e la manutenzione, conservazione e difesa del territorio, la regimentazione, l’uso plurimo e la razionale utilizzazione delle risorse idriche a prevalente uso irriguo. Tali attività verranno svolte in base al Piano generale di bonifica ed ai Piani triennali attuativi che costituiscono anche lo strumento per il Consiglio regionale di monitoraggio e controllo e costituiscono altresì gli atti di riferimento ai fini della programmazione economica della stessa regione sia quanto ai fondi regionale che quanto ai fondi comunitari e nazionali”.

Nel dibattito che è seguito sono intervenuti i consiglieri Romaniello, Castelluccio e Miranda Castelgrande.

Ai lavori della Commissione hanno partecipato, oltre al presidente Francesco Pietrantuono (Psi), i consiglieri Vito Santarsiero, Carmine Miranda Castelgrande e Vincenzo Robortella (Pd), Giannino Romaniello e Aurelio Pace (Gm), Gianni Leggieri (M5s), Paolo Castelluccio (Pdl-Fi) e Gianni Rosa (Lb-Fdi).

L.C.

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