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Dopo oltre 4 mesi nuovo direttore ARPAB.  Dalle competenze specifiche annunciate da Bardi al cambiamento che può ancora aspettare. 

“La politica degli annunci del centrodestra mette forse definitivamente KO il cambiamento con la nomina all’Arpab di Donato Romunno, a cui auguriamo buon lavoro, ovviamente, ma che valuteremo nelle azioni che seguiranno. Si passa dall’avvocato Tisci al geologo Ramunno, sul curriculum del quale, senza nulla di personale non me ne voglia lo stesso, oltre a una connotazione politica evidente, di temi ambientali, esperienze e competenze correlate a ciò di cui si occupa l’Arpab, non sembra esserci neanche l’ombra. Eppure al Dipartimento Ambiente dell’Assessore Cosimo Latronico la valutazione del CV – di cui chiediamo si rendano pubbliche istanze e professionalità correlate – avrà superato quella di tutti gli altri esperti che avevano presentato domanda, provenienti dall’Istituto Superiore della Sanità e dall’ISPRA. Evidentemente superiore anche allo stesso Dirigente Achille Palma facente funzione che per 4 mesi ha tenuto in piedi, con dignità e onore, la “baracca” con atti di programmazione che non erano ancora stati prodotti prima. 

Palma un dirigente di grandissima professionalità, competenza e qualità, utile evidentemente solo per tappare i buchi ma inadeguato a dirigere stabilmente lo stesso Ente in cui lavora da 30 anni, con meriti riconosciuti ovunque, perfetto da offrire come agnello sacrificale all’altare della politica che ancora una volta dimostra di avere una “p” ma solo minuscola. Dopo l’imbarazzante esperienza di Tisci  conclusasi prima del previsto con le dimissioni del marzo scorso per le note vicende relative alle omissioni della sua positività al Covid in servizio, lo stesso Presidente Bardi aveva dichiarato in ogni sede che avrebbe nominato solo tecnici espertissimi in ambito ambientale – e questo tutti ci aspettavamo – per dare una svolta alle vicende e mettere le migliori professionalità alla guida del più importante ente di tutela della salute e dell’ambiente per la Regione Basilicata.”

Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva.

“Non si poteva proseguire in maniera peggiore – prosegue Braia – anche in questa ultima fase di legislatura. Il cambiamento appare totalmente derubricato a slogan elettorale, con le lucane e i lucani oramai consapevoli di essere stati solo continuamente illusi. La modifica di legge su Arpab fatta nel dicembre 2019 serviva, quindi, a selezionare con più semplicità “politici” e non tecnici specializzati – con buona pace per la competenza tanto declamata e puntualmente bistrattata. Modifica voluta fortemente voluta dal già assessore Gianni Rosa di Fratelli d’Italia, sostenuta dal presidente Bardi e votata dalla maggioranza di centrodestra tutta. Lo avevamo già denunciato a gran voce e cosi è avvenuto. 

Chiederemo di prendere visione degli atti per verificare se Donato Ramunno sia in possesso dei requisiti previsti e per comprendere quali criteri di scelta sono stati adottati dalla commissione di valutazione per questa nomina che, forse, garantirà qualche partito politico ancora oggi insoddisfatto ma che certo non fa stare tranquilli le cittadine e i cittadini lucani. Arpab ha innumerevoli attività da svolgere insieme a tanti problemi tecnici e organizzativi da affrontare. Rinnovare in questo modo, dopo 4 mesi di attesa, il nuovo direttore generale appare tanto triste quanto preoccupante. Ricordiamo anche che si potrebbe e dovrebbe far ripartire subito la selezione dei concorsi bloccati da 5 mesi.  Ora che la politica ha ripreso il comando dei Arpab e tutto appare essere tornato sotto controllo.”

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