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Filiere agroalimentari competitive per lo sviluppo delle vocazioni del territorio. Puntare sulle comunità rurali e Smart&Green.

“Puntare sulle comunità rurali e Smart&Green. Un sistema organizzato che diventa competitivo è quello che efficienta le azioni più diversificate: programmazione, acquisti, formazione, ricerca, sviluppo, commercializzazione, logistica. La posizione che ho inteso esprimere al tavolo di lavoro ‘Filiere e vocazione del territorio’ nell’ambito della manifestazione ‘il Paese che Vogliamo’ promossa da CIA-Agricoltori italiani e tenutasi a Benevento, mette la centro la competitività in agricoltura che non può prescindere dalla organizzazione”. Lo dichiara il consigliere regionale Luca Braia (Ab) già Assessore all’Agricoltura.

“Il modello delle filiere agricole – nazionali, regionali e locali che siano – prosegue Braia – sono in grado di portare valore aggiunto se mettono insieme e redistribuiscono equamente gli utili, attraverso la stipula di contratti registrati, rendendo tutti protagonisti nell’intera catena del valore, quindi produttori, trasformatori e distributori organizzati nella commercializzazione, riducendo i costi e facendo inoltre massa critica. Sono questi gli elementi fondamentali, insieme alla qualità, per essere oggi competitivi sul mercato. Tra i modelli di sviluppo su cui il sud in particolare deve puntare, sono proprio quelli delle comunità rurali e smart&green, attraverso l’implementazione delle comunità del cibo, dei distretti agricoli e turistici, che devono saper coinvolgere ed integrare anche altre professioni come le arti, i mestieri, l’artigianato, il turismo, il commercio, utili a fare sistema puntando alla sostenibilità”.

“E’ necessario, a mio avviso – prosegue ancora l’esponente di Avanti Basilicata -, finanziare adeguatamente la realizzazione dei distretti agroalimentari del cibo che sono oggi fondamentali per incrementare la consapevolezza delle proprie vocazioni e delle proprie potenzialità.  Per le filiere la Regione Basilicata ha messo in campo investimenti collegati alle sottomisure 16.0, 4.1 e 4.2 sino alla concorrenza di un totale di 51,7 milioni di euro, importo che, nella precedente legislatura, abbiamo voluto anche incrementare del 30 per cento circa rispetto ai 39,6 milioni di euro inizialmente programmati. Attendiamo di conoscere se l’attuale Governo regionale intenda confermare il co-finanziamento delle filiere nazionali del bando Mipaaft, dal momento che numerose saranno le filiere che faranno investimenti importanti  nella nostra regione. L’appello rivolto agli Assessori all’agricoltura delle Regioni rappresentate al tavolo, è quello di integrare i progetti di filiera previsti dal Psr per finanziare tutti quelli risultati ammissibili.  Oggi la Basilicata è seconda in Italia grazie anche al traino di Matera 2019, per addetti che lavorano nelle imprese artigiane del comparto alimentare e bevande, pari al 56,2% come rileva un rapporto di Confartigianato, non possiamo perdere questo trend positivo”.

“La manifestazione di CIA, che ringrazio per l’invito, ha inteso dar voce ai rappresentanti territoriali della società, dell’economia e delle istituzioni per discutere e definire proposte progettuali con l’obiettivo di individuare percorsi locali di crescita sostenibile, ambientale, economica e sociale. Il tavolo – spiega Braia – ha discusso e proposto azioni da mettere in campo per favorire e sviluppare politiche di filiera a forte vocazione territoriale, provando ad allargare le relazioni classiche di sistema, che fino ad oggi hanno regolato il funzionamento delle filiere agroalimentari, ad ambiti ancora poco esplorati (artigianato, commercio, logistica, turismo, consumatori, enti locali) per dare origine a vere e proprie ‘reti d’impresa territoriali’ e, al loro interno, favorire processi d’innovazione sostenibile, anche sociale. Colgo, infine, l’occasione per augurare buon lavoro all’amica, ora Ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova – conclude Braia – convinto che con la sua capacità, grinta e tenacia saprà dare un forte nuovo impulso al comparto, a difesa del made in Italy, nel mondo”.

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