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Immobilismo e transumanza, l’ossimoro dello sconforto istituzionale che stiamo vivendo.

Nemmeno i commissari liquidatori delle comunità montane, dopo 59 giorni dall’emanazione della norma, siamo in grado di nominare.

“L’immobilismo in questa nostra regione Basilicata ha raggiunto livelli imbarazzanti che nulla hanno a che fare con la pandemia. E’ una vera e propria infinita crisi politica, per altro già scritta nel codice genetico di questa maggioranza nata con il governo regionale di centrodestra, che, nonostante le “transumanze” dei consiglieri da un partito all’altro, come tradizionalmente fanno le più note – per altro maldestramente dimenticate – podoliche lucane per più sani motivi. 

Uno stallo politico amministrativo devastante che non consente a questo Governo neanche di leggere o processare le numerose istanze per le quali formalizziamo sempre richieste che, purtroppo, rimangono puntualmente inevase. Sono scaduti ormai da oltre 29 giorni i termini per la semplice nomina dei commissari liquidatori delle ex Comunità Montane, come previsto dalla legge regionale e sono diventate contemporanee e urgenti le criticità riguardanti i servizi al collasso anche dell’unica Struttura Operativa dell’Unione dei comuni dell’Alto Bradano, per cui il grido di dolore del sindaco Scattone pare anch’esso caduto nel vuoto. 

Solo per segnalare alcuni esempi alla comunità lucana. Il primo febbraio scorso abbiamo già inviato una richiesta formale al Presidente Bardi che è rimasta praticamente inascoltata e non considerata. Nel constatare che, a tutt’oggi, a distanza di circa due mesi dalla pubblicazione della Legge regionale n. 44 del 28 dicembre 2020, ancora non si è provveduto alla nomina da parte della Giunta Regionale dei commissari liquidatori delle soppresse Comunità Montane. Eppure si tratta di un atto tecnico che non ha nulla di politico e a cui non si riesce, non si comprende per quale motivo, a dare seguito. Bisognava nominare uno o più commissari entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge stessa, ma la Basilicata è presa da tutto tranne che da applicare le sue stesse norme. 

Altrettanto urgente sarà capire dalla diretta voce del Sindaco di Acerenza Scattone del quale ho chiesto venga audito nella prima seduta utile della commissione, circa le istanze relative alla Struttura Operativa dell’Unione dei Comuni che presiede, inerenti le difficoltà da affrontare con tempestività, perché tali servizi rischiano di non essere più assicurati. Con una pec, infatti, richiamando incontri precedenti con la Presidenza della Giunta Regionale, ha annunciato lo stato di crisi della Struttura Operativa dell’Unione dei Comuni dell’Alto Bradano. Bisogna capire capire se la legge approvata n. 25/2020, che prevede 200.000 euro per ogni anno alle unioni costituite, troverà realmente spazio in bilancio o rimarrà un’altra legge “cartone”.

Dopo la “transumanza” spero che consiglieri e governo, se giunti a destinazione, abbiano anche trovato il pascolo dove rifocillarsi, in maniera tale che possano riprendere lucidità e, finalmente, cominciare a lavorare per la Basilicata. Altrimenti, di questo passo, il rischio è quello di andare al “macello” e con loro tutta la nostra comunità.

Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva.

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