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Intervista a Luca Braia candidato Lista Avanti Basilicata #RegionaliBas2019 – Il Mattino di Foggia

L’assessore uscente all’Agricoltura Luca Braia è candidato nella lista “Basilicata Avanti” nel materano, a sostegno della coalizione del centrosinistra per Carlo Tre- rotola presidente. 

Quali le ragioni alla base del progetto del centrosinistra “Avanti Basilicata”?

Avanti Basilicata intende essere una contaminazione civica ed è una proposta complementare e non antitetica al Partito Democratico. Proviamo a continuare il percorso di apertura alla società civile che abbiamo intrapreso da tempo attraverso uno spazio civico di partecipazione che ho la responsabilità di guidare per queste elezioni regionali nella Provincia di Matera.

Siamo in continuità con la proposta di cambiamento e di riforma delle istituzioni, avviato da qualche anno e che ci ha visto protagonisti in questa legislatura. La propensione del nostro agire politico è da sempre rivolto ai mondi allargati dell’associazionismo, dell’impresa, dei professionisti. La politica del presente e del futuro per la nostra Basilicata deve essere caratterizzata da visione, programmazione e azione. Scendiamo in campo come squadra unita, nel centro sinistra, a sostegno del candidato presidente Carlo Trerotola, sintesi ed espressione della volontà precisa di ritornare a caratterizzare con umanità la politica. Le direttrici sono tracciate, lo sviluppo della nostra regione è indissolubilmente legato a tre direttrici: Agricoltura, Ambiente e Turismo. Tanto abbiamo fatto, tanto abbiamo ancora da fare.

Una campagna elettorale che la lega sta catalizzando sul suo leader e non sui candidati si contrappone oggi a un centro sinistra che recupera unità. Cosa e pensa?

Non vogliamo essere colonizzati da nessuno. Occorre fermare la logica di prendere dal Sud per portare al Nord”. Non possiamo certamente essere trattati come fornitori di fortune per gli altri, vedi alla voce energia ad esempio. Vogliamo essere protagonisti in prima persona a casa nostra.

I suoi slogan Assessore ripetono quasi come un mantra tre parole “Più Agricoltura”, “Più Ambiente”, “Più Turismo”.

Il Pil del comparto agricoltura ha registrato un +27,42% negli ultimi 3 anni. Il valore aggiunto delle produzioni +63% negli ultimi 5. La produzione è cresciuta del 43%, gli occupati del comparto agroalimentare del +18%. L’export dell’agroalimentare lucano vola a 42 miliardi di euro nel 2018 (+7%). Forse abbiamo veramente preso la direzione giusta. Tutelare e valorizzare agricoltura e biodiversità è un atto necessario per una Basilicata più sostenibile. La Basilicata, per le sue peculiari caratteristiche ambientali, è predisposta e vocata al biologico e a produzioni di qualità. Oggi per la prima volta le competenze della ricerca sono applicate alle esigenze imprenditoriali al fine di favorire lo sviluppo futuro dell’intero comparto. La Basilicata non ha mai avuto una gestione digitale delle pratiche agricole: abbiamo lavorato per rendere completamente attivo per fine 2019 il sistema informativo regionale. In 4 anni il valore aggiunto delle nostre produzioni agroalimentari è cresciuto di oltre il 70%. Oggi il “Brand Basilicata” è riconosciuto e ha un valore sul mercato. Nel 2016 il fatturato dei prodotti a marchio è stato pari a 1,3 milioni di Euro. E oggi abbiamo tre nuove IGP. La Basilicata dell’agroalimentare non solo esiste ma è anche sinonimo di gusto, di qualità, di accoglienza e dell’identità di un territorio che si muove tra tradizione e innovazione.

Un Assessore assolutamente protagonista della legislatura che si sta concludendo con il suo operato. Un giudizio sul lavoro fatto? 

Abbiamo rappesentato con questa Giunta una forte discontinuità rispetto al passato ma soprattutto abbiamo mantenuto gli impegni presi con i cittadini sui tre principali asset di sviluppo: la tutela del- l’ambiente, ma anche le imprese, il comparto energetico e dell’automotive e l’agricoltura sostenibile. Abbiamo dato pieno sostegno, con tutti i fondi a disposizione, a tutte le amministrazioni comunali, a tutte le comunità, senza dimenticare nessuno. Ci siamo distinti per il sostegno alle persone in difficoltà, verso chi ha perso il lavoro e sulla forestazione abbiamo programmato un cambio di passo evidente, dopo trenta anni di frammentazione. Gli indicatori su salute, ambiente e agricoltura sono positivi. Non nascondiamolo. 

C’è un discorso importante sull’ambiente, allora. Tra i temi più caldi da affrontare in questa regione.

Un discorso che si collega anche al lavoro. Le politiche di sostegno alle imprese devono andare nella direzione di avere vantaggi competitivi per insediarsi e restare in questo territorio. Lo strumento della ZES e della fiscalità vantaggiosa, la piattaforma logistica dell’agroalimentare a Ferrandina collegata al Porto di Taranto ma soprattutto la produzione del gas e di energia. Avremo gratuitamente il gas dalle estrazioni di Tempa Rossa e dovremo utilizzarlo come materia prima per generare energia termica, che potrebbe essere il grande valore aggiunto nelle nostre aree industriali. Anche il discorso petrolio, attenzione. Noi lo abbiamo affrontato e con forza oltre che con grande coerenza politica. Oggi chi si propone in alternativa al centrosinistra dichiara che vuole il petrolio. E invece in questi cinque anni siamo noi che non abbiamo dato nessuna autorizzazione a nuove ricerche petrolifere, nessuna concessione dalla nostra Regione. Non dimentichiamolo. Abbiamo innalzato i livelli di attenzione investendo in capitale umano e tecnologie in Arpab e abbiamo bloccato con coraggio le estrazioni del Cova. Il futuro di questa regione deve per forza essere altro, chi gioca tutta la partita su agricoltura, ambiente e turismo, insieme ai servizi avanzati quali manifattura e artigianato. La sostenibilità ambientale è un fattore competitivo. Abbiamo in 5 anni ridotto del 30% l’utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura e non abbiamo accettato, per legge, che nei nostri campi si possano sversare fanghi inquinanti, come è stato fatto dal governo nazionale. 

Per contrastare lo spopolamento e la partenza di tanti, troppi giovani lucani c’è una ricetta? 

Il lavoro è sempre stato  il nostro principale obiettivo, provando a non lasciare nessuno indietro dall’agricoltura alle attività produttive, al reddito minimo di inserimento. Non basta. Dobbiamo finalizzare le nostre risorse economiche per produrre opportunità. In agricoltura abbiamo puntato sui giovani diplomati, laureati e con esperienza, e oggi sono 600 le nuove aziende nate under 40. Abbiamo spinto sulle start-up innovative. Stiamo per attivare il turnover in forestazione per oltre 500 addetti già nelle prossime settimane. Dobbiamo stimolare e incentivare l’autoimpresa, Io penso che chi vuole realizzarsi altrove ha tutto il diritto a farlo, da cittadino italiano e ancora di più Europeo. Chi vuole rimanere in Basilicata però deve poterlo desiderare e soprattutto avere opportunità da cogliere ad esempio collegate ad agricoltura, ambiente e turismo.

Due parole sulla sanità, Assessore?

Anche in questo caso abbiamo creato le basi perché si determini quel cambio di passo che la comunità lucana si attende. Adesso c’è bisogno di investire di più per ri- lanciare la qualità dell’offerta sanitaria, sulla qualità dei servizi e sul capitale umano. 

Accessibilità e infrastrutture, un altro grande tema per la Regione Basilicata 

E’ stato fatto molto. Con il governo precedente abbiamo definito il finanziamento del- la Matera-Ferrandina, lo sblocco dei cantieri sulla Potenza-Melfi e fatto di tutto per recuperare finanza aggiuntiva. CI sono ritardi accumulati da Anas che deve necessariamente cambiare il suo passo. Alla politica regionale il compito di continuare a stimolare il Governo. Dobbiamo puntare sulla rivalutazione della struttura aeroportuale per finalità turistiche e agricole nel Metapontino. Sulla viabilità dobbiamo continuare il percorso di manutenzione ordinaria con un progetto di ripristino dei cantonieri provinciali, magari attingendo alla platea di addetti della forestazione. 

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