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Matera: una città da governare e ben amministrare, non da colonizzare.

Un polo moderato riformista con in testa l’Europa che riporti la competenza al centro. Un appello all’unità dei moderati, delle civiche e del centro sinistra, delle forze responsabili e riformiste e di coloro hanno esternato di voler mettersi in gioco in questi mesi a servizio,  anche come potenziali candidati a sindaco, del futuro della nostra città. 

“A poche ore dalla scelta del nostro candidato sindaco, con Matera 2029, facciamo appello alle  forze responsabili per dare vita a un progetto di svolta, cambiando metodi e persone. Chi vorrà condividere questo progetto di radicale cambiamento nei metodi può aderire e sostenerlo: con gli alleati continueremo ad essere aperti ed inclusivi. Non ci sarà spazio per chi alimenta o ha alimentato una gestione del potere: per noi questi, sia chiaro, non possono e devono fare più parte del governo e dell’amministrazione di questa città. L’alleanza che si formerà e il candidato sindaco se ne faranno totalmente garanti. 

Servono cambio di passo, unità e sintesi per ricominciare in maniera rinnovata, costruendo la nuova classe dirigente e un progetto in città che guardi realmente al futuro: non possiamo certo consegnare Matera ai populisti! Un polo moderato che parte da Matera città, crediamo possa essere il punto di convergenza, con le forze civiche e con un centro sinistra rinnovato che prova a compiere uno sforzo insieme, per far partire un nuovo progetto che ambisce a recuperare le intelligenze e le competenze presenti, che mette fine ai metodi del passato e lancia una prospettiva di visione, anche a livello regionale, in cui le forze moderate si possano ricomporre.”

Lo dichiara il consigliere regionale materano Luca Braia, capogruppo di Italia Viva e uno dei promotori della lista civica Matera 2029.

“Accoglienza, inclusività, periferie al centro, competenza, difesa della identità lucana e materana – prosegue Luca Braia – ma anche un chiaro distinguo con il passato dal quale bisogna recuperare  quanto di buono si è realizzato. Un cambiamento di persone e metodi, da sintetizzare in un gruppo moderato ampio che possa riconoscersi in un candidato sindaco per mettere a sistema le competenze migliori di ognuna delle liste che lo supporterà, senza subalternità a nessuno ma con l’orgoglio e la voglia di esprimere tutto il potenziale enorme di questa comunità.

Matera, simbolo del riscatto nazionale, capace di rinfrancarsi nel tempo sino a diventare Capitale Europea della Cultura, non ha bisogno di essere “colonizzata” ma di una classe dirigente capace di costruire ponti utilizzando le relazioni nazionali e internazionali che ha dimostrato di avere e che saranno la base per la ripartenza.  Ci sono uomini e donne, professionisti e imprenditori, associazioni e volontari, che rappresentano le forze vere e vive di questa città e che vogliono tornare ad essere protagonisti attivi, per migliorare ed esprimere liberamente il proprio potenziale di capacità e creatività. 

Donne e uomini che non hanno sempre condiviso i metodi del recente passato ma che, in maniera critica positiva e democratica, hanno avuto in questi mesi il coraggio di attivarsi e animare il dibattito sul futuro della nostra comunità. Con loro dialoghiamo incessantemente, in questi giorni, per condividere un obiettivo comune e ritrovarci intorno alla figura che riterremo più autorevole, e che vorrà, in nome di questa più ampia possibile unità ritrovata, rinnovare la propria disponibilità ad avviare un nuovo percorso. 

Il coraggio, la generosità e l’interesse ad essere a servizio della cosa pubblica, il patrimonio di sensibilità positive, vanno recuperati e ricondotti ad attivismo propositivo, vanno tutelati e valorizzati all’interno di una squadra forte, coesa, competente che potrà rappresentare la nuova classe dirigente di questa nostra comunità. 

Serve, oggi più che mai, uno scatto di orgoglio e una presa di coscienza collettiva a difesa della nostra città, terra natia di uomini prestigiosi che hanno dato lustro e contribuito a costruire la nostra identità. Tutta la Basilicata dovrebbe gioire e andare fiera della bellezza dei Sassi, patrimonio dell’umanità da far diventare di umanità, piuttosto che, come appare da alcune foto delle ultime ore alquanto inquietanti, volersene appropriare indebitamente, senza conoscere nulla di noi, pensando che il materano accetti supinamente.  

Matera è, invece, pronta a ricompattarsi e ribellarsi contro chi sta cercando di umiliarla, con decisioni che troveranno la nostra totale opposizione (vedi le annunciate proposte su sanità e consorzio industriale che depotenziano l’ospedale Madonna delle Grazie e smantellano l’Asi di Matera).

Investire in infrastrutture materiali e immateriali oltre che in capitale umano, perché Matera abbia il suo peso nelle istituzioni e la giusta considerazione a livello regionale, nazionale, europeo. Non abbiamo bisogno di difensori esterni, sapremo tornare a essere comunità rispettosa ma fortemente decisa a difendere gli interessi della nostra città, con rappresentanti sempre con la schiena dritta. Non abbiamo bisogno di passerelle politiche ma di fatti. 

Ci vuole un’alternativa seria e credibile che riprenda proprio il senso della nostra storia di resilienza portando avanti progetti di sostenibilità sociale prima che economica. E’ tempo di unità, di una svolta necessaria, chiara e netta, percepita dalle cittadine e dai cittadini che vogliono essere governati ma non certo comandati o nominati da chi sparge insulti e odio e da anni offende la nostra dignità. 

Cambiare metodo é decisivo, rinnovare la squadra è, a nostro avviso, il presupposto per tenere in piedi un laboratorio civico per eccellenza che intende essere precursore di una nuova ampia alleanza. Abbiamo in testa la città di Matera e nel cuore l’amore per la sua storia e la sua comunità. Lo stesso orgoglio che speriamo guidi nelle scelte del candidato oggi e del voto il 20  e 21 settembre, ognuno di noi.

Riteniamo che si possa e si debba – conclude il consigliere Luca Braia – lavorare insieme per questo obiettivo più grande. Si uniscano le forze e la capacità di mettersi al servizio del bene comune, adottando come metodo proprio il concetto di squadra e di competenze come valore aggiunto.

C’è un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante, c’è un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione, per citare l’Ecclesiaste nella Bibbia. Ora è tempo di unità e di un Polo moderato in grado di sostenere un solido e ambizioso progetto utile a ben amministrare la nostra straordinaria città.”

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