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Nocciole italiane e lucane: il progetto Ferrero che Salvini e i suoi ignorano

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“Salvini attacca l’agroalimentare italiano che fa bene alla Basilicata e difende i petrolieri anche francesi. In Basilicata Ferrero da lavoro – da tanti anni – a circa 400 dipendenti e quindi sostegno ad altrettante famiglie e ne ha annunciato per i prossimi mesi altri 150 di nuovi. A Fanelli, Assessore al ramo, il compito di informarsi – ad esempio – di come negli anni passati con Alsia, Ismea e Ferrero stessa, il progetto Nocciolo Basilicata ha riguardato la formazione di decine di tecnici esperti, impiantato oltre 150 ettari sperimentali e consentito alla Regione Basilicata, per la prima volta nella sua storia, di pubblicare una carta vocazionale di settore ufficiale, oltre a  finanziare con il Psr Basilicata il progetto di ricerca denominato Corilus. Doveroso quindi informare sia Salvini, che Luini, di cosa significhi la Ferrero per la Basilicata, piuttosto che accettare supinamente, insieme ai suoi colleghi in consiglio le loro umiliazioni e diktat verso le nostre aziende le nostre istituzioni.”

Lo dichiarano i consiglieri regionali Luca Braia e Mario Polese (Italia Viva).

“Di fatto la filiera lucana della nocciola è già nata ed è operativa da tempo – proseguono i due consiglieri regionali – L’accordo per 25 anni con la rete d’impresa tutta lucana, giungeva nel giugno 2018 a conclusione di un percorso che ha visto le regione Basilicata, il Dipartimento Agricoltura in primis insieme all’Alsia e a Ismea, impegnata nella elaborazione di una carta vocazionale, ufficialmente pubblicata, con la quale si sono individuati i terreni e gli areali più adatti alla coltivazione corilicola. Uno strumento indispensabile per pianificare e programmare gli impianti dei campi coltivati a nocciole. Tutto questo è stato presentato ufficialmente da Ferrero il 6 luglio 2018 in un convegno a Sant’Arcangelo.

Tra semplificazione e confusione, invece, Salvini fa ormai fa una triste politica degli spot utilizzando, questa volta, beceramente le nocciole presenti nella Nutella, oggetto sino ad oggi di tanti suoi selfie, per dire che sono provenienti dalla Turchia e che non va mangiata. Non ci si rende proprio conto di come una uscita sui social possa avere ricadute su economie di interi territori, proprio non si comprende nulla del ruolo che si ricopre e non si ha rispetto per chi, in determinati comparti, lavora.

Salvini ignora il “Piano Nocciola Italia” che prevede di sviluppare, entro il 2025, 20.000 ettari di nuove piantagioni di noccioleto (+30% circa dell’attuale superficie), di cui 6.000 ettari solo in Basilicata, di nocciola di qualità con una filiera sostenibile e tutta italiana. A Ferrero, infatti, andrà il 75% delle nocciole prodotte in Basilicata dalla rete “Basilicata in Guscio”, una rete di ventisette aziende, nell’arco dei prossimi 20 anni, avendo investito nella nocciola “made in Basilicata” e avendo firmato con i produttori lucani il primo accordo al Sud per garantirsi approvvigionamenti costanti di nocciola utilizzata per i suoi prodotti.

Doveroso difendere Ferrero dall’attacco scomposto di Salvini per gli investimenti che ha fatto e fa in Italia, soprattutto in Basilicata, regione scelta per la produzione del nuovo prodotto di punta “Nutella Biscuit” che, con la sua grande operazione di comunicazione e marketing sta facendo crescere la produzione dello stabilimento lucano, con le relative ricadute occupazionali e sociali per la nostra regione. Per lo stabilimento di Balvano e per l’ampliamento della corilicoltura in Basilicata, Ferrero sta provando a recuperare investimenti privati e pubblici, operazione che nella precedente legislatura abbiamo aiutato a fare. 

E’ il caso di studiare la modalità con la quale Ferrero opera sul mercato. 

Oggi Ferrero è costretta a comprare il 70% di nocciole dall’estero ma già impegnata da alcuni anni in un progetto di recupero per aumentare – fino al 100% – nella Nutella, la percentuale di nocciole prodotte in Italia. Un progetto che coinvolge già da qualche anno la Basilicata che ha assunto una leadership nel comparto con la rete “Basilicata in Guscio” che oggi è in condizione di contribuire a quell’incremento di nocciola made in Italy che caratterizzerà la Nutella del futuro.

Se Salvini e la Lega non fossero a conoscenza di tutto questo – concludono Braia e Polese – è veramente il caso che Fanelli dia qualche informazione più precisa, evitando così di vanificare attraverso i social quanto di buono si è fatto in questi anni per uno sviluppo economico e un sostegno ai nostri agricoltori, non indifferente.”

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