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Non riconosciuta la calamità Maggio/Giugno 2019. Annunci vani, altro colpo all’agricoltura lucana.

“Linearità e trasparenza impongono la comunicazione pubblica anche di ciٍ che non funziona. Inutile continuare ad eludere: non ci saranno risorse nazionali per i danni causati dalle grandinate e piogge del 12 maggio e 2 giugno scorsi, né moratorie per interessi e mutui agli agricoltori di Basilicata. Agli agricoltori, soprattutto se colpiti da questi eventi, va dato rispetto. Prendiamo atto che la prima richiesta di carattere di eccezionalità di questa nuova legislatura regionale non è andata in porto e che, dal 3 settembre scorso, dopo 4 mesi trascorsi tra domande, sopralluoghi e promesse fatte in giro con riunioni ovunque, per la Basilicata non ci sarà né ristoro né soldi: agli agricoltori lucani coinvolti va detto, semplicemente, che nulla si potrà fare.”

Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, Avanti Basilicata già assessore regionale all’Agricoltura.

“Occorre, sempre e continuamente, non solo far fare le domande e chiedere lo stato di calamità al Governo ma seguire attentamente, come fatto in passato, l’iter istruttorio – prosegue Braia. Oltre che fare i conti con ciٍ che è previsto e con ciٍ che non è previsto dal decreto legislativo 102/2004, quando si promettono agli agricoltori lucani soluzioni immediate per i danni, esprimendo anche soddisfazione per il proprio rapido operato e per le proprie delibere di giunta. Soprattutto, quando si chiede al Ministero il riconoscimento dell’eccezionalità degli eventi, con una legge ormai superata e che va modificata, operazione incautamente chiesta dal sottoscritto e rimasta senza risposta all’ex Ministro della Lega Centinaio e che ora chiederٍ con forza alla nostra Teresa Bellanova.

E’ noto che, se non in casi eccezionali con deroghe possibili, normalmente non possa essere possibile aggiudicare atti compensativi a favore degli agricoltori che non abbiano provveduto ad assicurare le produzioni. In poche righe del Mipaaf, la Delibera di Giunta dell’Assessore Fanelli viene salutata e non avrà seguito, nonostante gli annunci fatti insieme a Coldiretti in giro nel Metapontino e a cui ora si deve, ci auguriamo, dare una risposta con finanza regionale.

Probabilmente con una maggiore attenzione integrata da richieste di deroghe ed accompagnata da un pressing fondamentale – conclude Braia – con e presso gli uffici ministeriali, si sarebbe potuto portare a casa un esito diverso. In situazione paragonabile come la tromba d’aria, molto meno impattante avvenuta nell’estate 2017, chiedemmo al Mipaaf la declaratoria di eccezionalità ad ottobre 2017, ottenendo 2,2 milioni di euro dal fondo di solidarietà nazionale a sostegno delle imprese agricole colpite, in 35 comuni, per i quali insieme alle altre calamità si attende ancora esito istruttorie per assegnazione dei contributi. Di recente, sono state stanziate le risorse pari a 4,4 milioni di euro per il 2013. Le istruttorie, chiaramente, attendono di essere concluse.

Ora, visto l’insuccesso delle nuove azioni, si provvedesse, magari con più celerità a ristorare gli agricoltori dalle provvidenze rivenienti dalla passata legislatura, anche solo per far arrivare al popolo qualche segnale di attività.”

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