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Se collassa o si depotenzia il Madonna delle Grazie collassa l’intera sanità lucana.  

“Anche la radiologia alza bandiera bianca dal primo Agosto”

“Invece di parlare di un riordino o di una riforma senza documenti ufficiali e di organizzare un incontro quasi di tipo “privato” – a Matera – basato su bozze anche ufficiose, l’assessore Leone e i colleghi consiglieri regionali di maggioranza si preoccupino di trovare soluzioni immediate che evitino il collasso dell’ospedale Madonna delle Grazie .

Apprendiamo che dal primo agosto, infatti, l’attività di radiologia interventistica ordinaria e d’urgenza non sarà garantita per mancanza di personale medico e infermieristico dedicato, oltre che di materiale idoneo a eseguire le prestazioni in tranquillità e mettendo in atto tutte le norme anti-covid che, in un presidio ospedaliero, sono da attenzionarsi cento volte in più rispetto a situazioni normali. Sembra, ancora, che non sia possibile eseguire tutto in un’unica seduta mensile – come ora previsto – e garantire l’urgenza quotidiana in assenza di programmazione coordinata con la Direzione sanitaria e i vertici regionali.”

Lo dichiara il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva.

“Una situazione nota da tempo – prosegue Luca Braia – che si aggiunge ad altre dal sottoscritto più volte denunciate. Da maggio a gran voce ho chiesto alla Giunta Regionale di occuparsi concretamente della sanità lucana in generale, che incrementa debiti per altri 14 milioni di euro. Poi di quella materana e del Madonna delle Grazie in particolare che, oltre a svolgere un ruolo decisivo per la salute dei lucani tutti, ha un potenziale attrattivo verso la vicina Puglia straordinario. Mai come in questo periodo appare compromesso. 

Non possiamo realmente e oggi più che mai permetterci di passare dall’emergenza sanitaria nazionale del covid-19 a una emergenza sanitaria dell’ordinario. Emblematica, e solo ultima in ordine di tempo, è la “radiologia materana” che praticamente sta alzando bandiera bianca.

Assessore Leone, basta sermoni e interviste diffuse sui social che raccontano di mini-centri sanitari specializzati itineranti che dovrebbero “scorazzare” per le splendide strade della Basilicata. Di “specializzato” pare vi sia solo l’improvvisazione: non sta rimanendo più nulla negli ospedali esistenti. Prima di proporre modelli di prestazioni sanitarie futuristiche forse, nella situazione attuale, anche un po’ fantasiose,  si ripristini l’efficienza minima dell’esistente e si faccia tornare a far funzionare il sistema attuale rimasto bloccato e paralizzato.

Di quale riordino sanitario parlerà nell’incontro di domani a Matera? A chi l’ha fatta ufficialmente pervenire questa proposta l’Assessore Leone? Esiste per caso anche un piano sanitario che non conosciamo? Altro che Dea di primo e secondo livello, tra un po’ ci rimarranno solo il “pacco dono” delle tende  vuote del Qatar dove eventualmente potersi riparare, “e pure forse in piedi”, dalla pioggia o dal sole, in questa estate e nel prossimo autunno/inverno. 

Una situazione ai limiti del paradosso: non c’è più davvero tempo da perdere, bisogna agire, condividere, prendere decisioni, programmare, legiferare e parallelamente operare per assumere, organizzare, risolvere le gravissime criticità in atto al Madonna delle Grazie e non solo. 

Se non ci saranno risposte concrete a brevissimo – conclude Luca Braia – e che siano credibili ed efficaci, saremo costretti a lasciare la “giacca della responsabilità istituzionale” per scendere anche noi in piazza accanto ai cittadini in primis e ai sindacati. Al di là degli impegni e dei progetti futuri, sui quali appena avremo gli atti ufficiali diremo con forza la nostra, l’operatività quotidiana di ogni presidio sanitario in questa regione deve tornare efficiente per garantire il più importante dei diritti, quello della salute per tutti i cittadini a prescindere da sesso, colore ed età.”

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