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Trasporto pubblico locale Braia garantire servizi minimi

Trasporto pubblico locale, Braia: garantire servizi minimi

 

Audito in Commissione alla Camera, l’assessore regionale alle Infrastrutture ha sostenuto la necessità di garantire il livello qualitativo dei servizi per evitare di isolare territori e mettere a rischio la coesione sociale delle nostre comunità

 

“Garantire il regolare funzionamento del trasporto pubblico urbano e il livello qualitativo dei servizi minimi a tutte le comunità regionali che hanno peculiarità diverse determinate dalla quantità e qualità delle infrastrutture viarie, ferroviarie ed aeroportuali. Siamo disposti ad atti plateali per difendere i nostri territori, ad evitare ulteriori tagli che depauperebbero le comunità di ulteriori servizi che inciderebbero sulla tenuta socie e sullo sviluppo economico dell’intera Regione. E’ a rischio la coesione sociale delle nostre aree soprattutto quelle interne, che rischierebbero l’isolamento”. E’ quanto dichiarato dall’assessore regionale alle Infrastrutture Luca Braia (in qualità di componente della cabina di regia nazionale ‘Trasporto pubblico locale’) durante un’audizione alla IX commissione trasporti della Camera sul tema del trasporto pubblico locale.

L’audizione si è svolta all’interno di un’ indagine conoscitiva avviata dalla commissione trasporti per avere un quadro dettagliato dei problemi principali del settore. Con il coordinatore della commissione trasporti della Conferenza, l’assessore della Campania prof. Vetrella, Braia ha consegnato un documento che analizza le criticità del settore che sono di natura finanziaria a causa dell’insufficienza e incertezza delle risorse, ma anche operativa (difficoltà a rispettare alcuni parametri di efficientamento). “Al Governo – ha spiegato Braia – chiediamo di rivedere l’impianto normativo rendendolo più coerente ed efficace in quanto presenta contraddizioni con la titolarità delle competenze in materia di TPL in capo alle Regioni e alle Province autonome. La nostra richiesta è di ampliare la quota di fondo TPL da considerare fuori dal patto di stabilità e di integrare i circa 5 miliardi di euro dell’attuale Fondo nazionale con una quota aggiuntiva da destinare agli investimenti per rinnovare il parco vetture ed inserire l’innovazione tecnologica nella gestione delle flotte , fermi oramai da troppi anni in questo settore. Non siamo disposti a essere ancora penalizzati nella ripartizione delle risorse in quanto il riparto , anche se non può più essere effettuato fondamentalmente solo in base alla spesa storica ed numero dei chilometri percorsi , vanno aggiunti criteri oggettivi come l’organizzazione e l’efficienza da correggere con parametri che tengono conto delle peculiarità regionali e degli enormi GAP infrastrutturali esistenti nel paese , che hanno origini storiche, temi rispetto ai quali abbiamo dimostrato di essere considerata regione virtuosa e quindi benchmark tra tutte quelle del Sud e quelle piccole d’Italia. In quest’ottica, come regioni , siamo mossi con anticipo affidando a dei gruppi di lavoro il compito di elaborare una piattaforma di proposte condivise con il governo che ci auguriamo possano essere considerate nella prossima legge di stabilità.

Anche in Basilicata avvieremo un tavolo di confronto con le province ed i comuni e gli operatori per prepararci adeguatamente al piano di riprogrammazione da consegnare al governo entro il 25 ottobre prossimo e per effettuare valutazioni tecniche del sistema di mobilità in Basilicata che servirà da griglia tecnica su cui costruire l’impianto della nuova progettazione in materia di trasporti da difendere in ambito nazionale”.

 

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