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La Basilicata brucia e la regione in ritardo mortifica attività dei Vigili del fuoco

“Forse non è più incompetenza ma comportamento politico e amministrativo inadeguato. Inaccettabile attivare il servizio antincendio boschivo praticamente ad agosto quando già tutto luglio, come ampiamente previsto, ha avuto temperature maggiori di 40 gradi.

La Basilicata con i suoi 330 mila ettari di bosco da difendere, da settimane letteralmente brucia e il pensiero va al dramma della Sicilia sperando di non doverlo vivere anche noi o di dover aver bisogno della mobilitazione della protezione civile. La Regione si attiva con enorme ritardo e, soprattutto, disinvestendo nella difesa AIB, riducendo a meno della metà la convenzione e la somma stanziata per i Vigili del Fuoco che per il 2021 vede poco più di 250 mila euro (2018 e 2019 erano circa 730.000 euro, nel 2020 erano diventati già 550.000 euro).

Ancora, è imbarazzante come denunciavamo anche lo scorso anno con una interrogazione, che la somma stanziata per le squadre AIB del Consorzio di Bonifica per attività di prevenzione sia passata dai 2,2 milioni di euro del 2018 a solo 300.000 euro nel 2020 e nel 2021 prevedendo di attivare soli 4 presidi temporanei rispetto ai 6 strategicamente distribuiti sul territorio del 2019 e 2018.”

Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva e già assessore regionale agricoltura e foreste.

“Si sarebbero già potuti evitare gli immensi danni al patrimonio boschivo lucano – prosegue Luca Braia – se si fosse programmato e agito per tempo, se le squadre fossero già potenziate sul territorio. Sarebbe fondamentale farlo ancora per le prossime settimane visto che ad oggi il piano AIB deve essere ancora approvato dal Consiglio Regionale.

Speriamo che questo avvenga mercoledì 4 agosto quando è prevista la prossima convocazione. L’accordo con i Vigili del Fuoco, fermo da un mese, è approdato solo due giorni fa in II Commissione ed è stato forzatamente reso operativo in queste 48 ore, anche se non ancora approvato.

Roghi da nord a sud della Basilicata, forze impiegate sull’orlo dello sfinimento. In due giorni, fiamme nella zona industriale Jesce nei pressi degli stabilimenti Ferrosud e Natuzzi a Matera, dove si è sfiorato il disastro, Scanzano Jonico con evacuazione di un camping, sulla provinciale Matera-Grassano, a Irsina e ettari di vegetazione andati in fumo, bosco di Lavello distrutto, Trecchina, in provincia di Matera 14 incendi, in diversi comuni, per proseguire con Melfi, Lavello, Venosa, le campagne di Acerenza, lungo la sinnica, Lauria, Rionero, Genzano di Lucania. Grosso incendio boschivo a Rotondella, e la Murgia anche dal versante pugliese. Un bollettino di guerra e in regione si tergiversa ancora.

Con queste poche risorse economiche messe a disposizione dal presidente Bardi e dall’Assessore all’ambiente Rosa, non sono stati attivati neanche il servizio elicotteri e aereo, con postazione in Regione, come avveniva in passato. Cosi, nel 2021, ci siamo ridotti che con l’addendum incrementiamo da ieri una squadra AIB e un servizio DOS a Policoro e a Villa d’Agri e allunghiamo al 15 settembre il sevizio a Melfi.

Gravi i danni già arrecati e le responsabilità di questo scarso sevizio AIB attivato tardi.

Le previsioni, le temperature africane e l’andamento degli incendi in corso, sono tutt’altro che rassicuranti. L’azione preventiva è inesistente e quella da mettere in atto in caso di emergenza pressoché nulla.

Incrementare immediatamente fondi e servizi – conclude Braia – per prevenire eventuali disastri al nostro patrimonio ambientale. È messo a rischio anche il flusso turistico che il nostro territorio genera direttamente e indirettamente. Tutto questo ha un unico responsabile: un governo Regionale distratto, incapace di individuare le priorità su cui appostare le risorse a difesa della propria terra e delle sue bellezze naturali. Non ci resta che fare la “danza della pioggia” e sperare che la fortuna è il caso risparmino i nostri boschi da altri disastri.”

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